AMNESTY E GREENPEACE IN CAMPO INSIEME CONTRO IL BOARD DI TRUMP E L’OMBRA SIONISTA
Il presidente statunitense Donald Trump ha lanciato il “Board of Peace”, un organismo internazionale per sovrintendere la ricostruzione della Striscia di Gaza, nonostante lì non ci siano più Gazawi.
Dunque l’iniziativa ha sollevato numerose critiche da parte di tutti, ma soprattutto di organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International Italia e Greenpeace Italia.

Cosa è successo? Il 19 febbraio 2026, Amnesty International Italia e Greenpeace Italia hanno organizzato una protesta davanti Palazzo Chigi e dinnanzi al Palazzo della Farnesina per denunciare le violazioni della tregua nella Striscia di Gaza, proprio in concomitanza col primo meeting del Board di Trump e nel mentre dello svolgersi delle Olimpiadi, su cui ho già scritto un articolo.
Le organizzazioni hanno mostrato immagini dei bombardamenti israeliani su una ledwall con ruote e messaggi come: “E questa vi sembra una tregua?” e “Basta armi a Israele”.
Le critiche al Board of Peace
Le organizzazioni hanno criticato il Board of Peace per non tenere conto dei diritti e dell’esigenza di giustizia delle persone palestinesi. Hanno sottolineato che, nonostante il cessate il fuoco, le persone palestinesi continuano a morire a Gaza, con oltre 600 vittime, di cui oltre 100 bambini.
La posizione del governo Meloni
Il governo Meloni ha scelto di partecipare come osservatore al Board of Peace, nonostante la partecipazione sia in violazione della Costituzione italiana. Le organizzazioni hanno criticato, allora, anche e soprattutto il governo per aver continuato a inviare armi a Israele, nonostante lo stop alle nuove autorizzazioni annunciato nel 2023 ed ora sarà persino ossevatore del Board Trumpiano, in barba al diritto internazionale.

Le richieste delle organizzazioni
Amnesty International Italia e Greenpeace Italia chiedono al governo Meloni di:
– Impegnarsi per la fine del genocidio, dell’apartheid e dell’occupazione illegale del Territorio palestinese occupato
– Sostenere un processo di pace duraturo, basato su giustizia e diritti
– Sospendere immediatamente ogni tipo di fornitura e trasferimento di armi, munizioni e altre attrezzature militari e di sicurezza a Israele
L’Italia è ancora una volta dalla parte sbagliata della storia. Stavolta però c’è un freno, un contraddittorio, che trova spazio con azioni non violente.
Viva Amnesty, viva Greenpeace!
Felice Vicidomini