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TENSIONE SINO-GIAPPONESE: CHE STA SUCCEDENDO?

TENSIONE SINO-GIAPPONESE: CHE STA SUCCEDENDO?
  • PubblicataDicembre 15, 2025

La tensione tra Cina e Giappone è tornata a livelli critici a causa della questione di Taiwan.

La premier giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che un attacco cinese a Taiwan costituirebbe una “minaccia esistenziale” per il Giappone, giustificando un possibile intervento militare di Tokyo per autodifesa, questo dopo il consolidato rapporto con il turbocapitalista ed imperialista Trump.

La Cina ha reagito con durezza, convocando l’ambasciatore giapponese a Pechino, chiedendo una ritrattazione ufficiale.

LE DICHIARAZIONI DI TAKAICHI E LA REAZIONE CINESE

Takaichi ha sottolineato che la stabilità nello Stretto di Taiwan è cruciale per la sicurezza del Giappone, mentendo sapendo di mentire, “dato che le isole nipponiche sono a meno di 200 km da Taiwan”.

La Cina considera Taiwan una parte “sacra e inalienabile” del proprio territorio e vede le parole di Takaichi come un’ingerenza negli affari interni cinesi e un sostegno alle istanze separatiste taiwanesi, i quali rivendicano l’intera Cina come territorio di appartenenza, tra l’altro.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha denunciato le dichiarazioni di Takaichi come “ostili” e ha avvertito che se il Giappone osasse interferire nella questione di Taiwan, subirà una “sconfitta schiacciante“. La Cina ha anche emesso avvisi di viaggio per i cittadini cinesi in Giappone, cancellato biglietti aerei e intensificato la propaganda bellica.

CONTESTO INTERNAZIONALE E RISCHI

La tensione è aggravata dalla vendita di armi statunitensi a Taiwan (330 milioni di dollari, ovviamente) e dalle manovre militari cinesi vicino all’isola, oramai lì da anni a far pressioni.

Il G7 ha espresso preoccupazione per la stabilità nella regione, chiedendo alla Cina di agire come un membro responsabile della comunità internazionale, ma Trump è il problema.

Ciò che non capisce il Giappone, infatti, è che sta facendo da burattino in mano a Trump che vuole che il Giappone stesso attacchi la Cina per impoverirla e riprendere il monopolio globale, visti i numerosi mercati persi (Sudamerica, dove bombarda il Venezuela, Africa, dove ha manifestato interesse per Sudan, Nigeria e Mozambico, e Asia, dove il Sol Levante è uno dei baluardi degli americani).

SVILUPPI FUTURIBILI

La situazione rimane tesa, con entrambi i paesi attestati su posizioni ferme. Il rischio di escalation è alto, ma al momento non ci sono indicazioni di un’imminente azione militare. Il Giappone ha ribadito la sua posizione basata sul Comunicato congiunto Giappone-Cina del 1972, riconoscendo la sola Cina e mantenendo relazioni informali con Taiwan.

Ma il campanello d’allarme è verso Washington, da sempre autore fisico e materiale di ogni conflitto armato, come quello Russo-Ucraino, causato dalla presenza militare nella zona cuscinetto voluta da Biden ai tempi, salvo poi ritirare le truppe americane una volta cominciata la guerra.

LE MIE CONSIDERAZIONI

La speranza è di mantenere la pace, o pregare Dio affinché faccia rinsavire i potenti, rendendoli consapevoli del fatto che in guerra moriamo noi poveri mortali e non loro, i potenti, che si dividono una torta che non hanno nemmeno cucinato.

Urliamo forte la nostra voce per la pace perché, al di là di come la si pensi, la guerra, di qualsiasi colore, non giova a nessuno. Non siamo carne da macello!

Felice Vicidomini

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